|
Dista
64 km dalla Costa Toscana
27 Km di coste.
1.930 ettari di estensione.
Comune autonomo.
Un lembo di
macchia fragrante d’aromi nostrani, un mare limpidissimo.
Capraia, terza tra le sette sorelle dell’Arcipelago Toscano, è
un’autentica perla mediterranea, terra di roccia
dall’inequivocabile origine vulcanica.
Lo testimoniano gli aspetti geologici della costa e
dell’interno, il colore e la composizione delle rocce, gli
accumuli di ceneri e lapilli.
La vegetazione, rigogliosa e ricca, di specie tipicamente
mediterranee, ha dovuto fare i conti con la natura vulcanica del
terreno, ma alla fine... l'ha spuntata: una copertura vegetale
vivacissima mostra la capacità colonizzatrice della macchia,
impiantatasi senza troppi problemi sulla lava consolidata. |
|
Predominano il
corbezzolo, l’erica, il lentisco, il mirto e, in primavera,
l’esplosione delle fioriture e’ davvero straordinaria: le
aromatiche "cascate" rosa del caprifoglio, il rosso dei
ciclamini, il giallo oro delle ginestre, il sottobosco di felci
aquiline.
La macchia bassa è il regno dell’aromatico cisto marino, il
prototipo della pianta colonizzatrice: nella stagione calda se
ne avverte il profumo fin dalla nave, ben prima di attraccare.
Ecco poi la macchia ad euforbia - utilizzata, pare, dalla maga
Circe per i suoi filtri - e quella a oleandro,
dall’inconfondibile colore rosa.
In febbraio-marzo nelle radure umide fioriscono le romulee
bianco-violette, i narcisi, le giunchiglie, gli effimeri
ranuncoli; gia’ un mese dopo e’ il turno d’altre specie più’
robuste e meno assetate: graminacee e splendide orchidee.
E dopo l’estate, alle prime piogge autunnali, il miracolo si
rinnova, con nuovi profumi a invadere l’aria.
Dove il substrato di roccia nuda affiora in tutta la sua rudezza
c’e’ bisogno di cespugli bassi e particolarmente resistenti all’aridita’
e al calore: la cosiddetta vegetazione pioniera - la gariga -
aromatica, solare, mediterranea, ricca d’essenze medicamentose e
balsamiche.
E’ il territorio del rosmarino e dell’elicriso, della stecade e
dell’erba gatta.
Infine, c’e’ la steppa, ricca di piante erbacee: la fioritura
degli asfodeli, a Capraia, e’ uno spettacolo che non si
dimentica, paragonabile soltanto alla superficie dello Stagnone
invasa dal bianco del ranuncolo d’acqua.
Capraia è una delle sette sorelle dell’Arcipelago Toscano, la
terza come dimensioni dopo l’Elba ed il Giglio. E’ lunga circa 8
Km. da Punta della Teglia a Punta dello Zenobito e larga 4 Km.
dall’isola Peraiola a Monte Campanile. Ha una superficie di
quasi 20 Kmq e uno sviluppo costiero di 30 Km.
Nove milioni di anni fa, alla fine dell’Era Terziaria, l’isola
emerse tra fumi e bagliori. Era un vulcano che rimase attivo per
due milioni di anni, alternando eruzioni con periodi di quiete.
Spentosi il vulcano, Capraia venne colonizzata da piante e
animali provenienti dalla vicina Corsica, ma dopo altri due
milioni di anni di stasi, nuovi terremoti e fratture portarono
alla fuoriuscita di magma ed alla formazione del piccolo vulcano
dello Zenobito, che ebbe, peraltro. vita breve.
L’escursione via mare che conduce a punta dello Zenobito ed alla
suggestiva "Cala Rossa" è infatti un "trattato di geologia" |